La Toscana oltre il Chianti: vini rossi toscani

Quando si pensa al vino toscano, l'immagine che affiora immediatamente è quella delle dolci colline del Chianti. Per secoli, il Chianti ha dominato l'immaginario enologico della Toscana, diventando sinonimo stesso di vino italiano nel mondo. Tuttavia, negli ultimi quarant'anni, una rivoluzione silenziosa ma profonda ha attraversato il panorama vinicolo toscano, portando alla ribalta zone e produttori che oggi rappresentano l'avanguardia qualitativa della regione.
Al di là dei confini tradizionali del Chianti Classico, territori come la Maremma, la Val di Cornia, Bolgheri e altre aree meno note stanno ridefinendo la geografia del vino toscano, creando un mosaico di eccellenze che sfida e completa il paradigma classico. Produttori visionari hanno saputo interpretare i propri terroir in modo innovativo, spesso allontanandosi dalle regole rigide delle denominazioni, per creare vini di straordinaria personalità.

Maremma: la frontiera sud
La Maremma toscana, terra selvaggia di paesaggi incontaminati, fino a pochi decenni fa era considerata marginale nel panorama vinicolo toscano. La Maremma offre una diversità straordinaria: nella zona costiera prevalgono terreni sabbiosi che conferiscono eleganza e finezza, mentre nell'entroterra si trovano suoli più ricchi di argilla e minerali vulcanici che donano struttura e complessità. Il clima mediamente più caldo permette una maturazione ottimale, specialmente per varietà come Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot.
Le Pupille e il Saffredi: un caso emblematico
In questo contesto si inserisce la storia emblematica de Le Pupille, tenuta fondata da Elisabetta Geppetti a Pereta. Quando nel 1985, appena ventenne, Geppetti prese le redini dell'azienda, la Maremma era ancora terra di vini rustici e di quantità. La sua visione rivoluzionaria si concretizzò nel Saffredi, oggi considerato uno dei più grandi "Super Tuscans" italiani.
Il Saffredi, nato nel 1987 come omaggio all'enologo Giuseppe Saffredi, è un taglio bordolese composto da Cabernet Sauvignon, Merlot e piccole percentuali di Petit Verdot. Ciò che lo rende unico è la capacità di esprimere una potenza e concentrazione tipicamente "internazionale" senza perdere quel carattere distintamente toscano, con una sapidità e una nota mediterranea inconfondibile.
Il Saffredi si presenta con un colore rubino intenso e profondo. Al naso offre un bouquet stratificato che si apre con note di frutti neri (mora, ribes, mirtillo), evolvendo verso toni di erbe mediterranee, tabacco e spezie. In bocca è potente ma raffinato, con tannini setosi perfettamente integrati, una notevole mineralità e un finale persistente che richiama note balsamiche e di cioccolato fondente.

Val di Cornia e Costa Toscana: l'influenza marittima
Situata nella parte nord-occidentale della Maremma, la Val di Cornia è la fascia costiera che si estende da Livorno fino a Grosseto. Ciò che caratterizza la Costa Toscana è l'influenza del Mar Tirreno, che crea un microclima particolarmente favorevole alla viticoltura. Le brezze marine costanti garantiscono una ventilazione naturale dei vigneti, riducendo l'umidità e il rischio di malattie fungine.
Tua Rita e il Redigaffi: il Merlot che sfida Bordeaux
In questo contesto si inserisce la storia di Tua Rita, cantina fondata nel 1984 da Rita Tua e Virgilio Bisti a Suvereto, piccolo borgo medievale della Val di Cornia. Nata come hobby su appena due ettari di vigna, l'azienda è diventata in pochi decenni un punto di riferimento indiscusso dell'enologia toscana d'eccellenza, espandendosi fino agli attuali 30 ettari.
La filosofia produttiva di Tua Rita si basa su alcuni principi fondamentali: bassissime rese per pianta, viticultura rigorosamente manuale e rispettosa dell'ambiente, e un'attenzione quasi maniacale alla qualità in ogni fase della produzione.
Il vino simbolo di Tua Rita è senza dubbio il Redigaffi, un Merlot in purezza che, dal suo esordio nel 1994, ha rivoluzionato la percezione di questo vitigno in Italia. Prodotto da un vigneto di appena 2,5 ettari con piante di oltre 30 anni, il Redigaffi rappresenta una delle interpretazioni più raffinate e territoriali del Merlot a livello mondiale.

Radda in Chianti e il Classico ribelle
Nel cuore stesso della denominazione più celebre della Toscana, si è sviluppato un movimento di produttori "ribelli" che ha contribuito in modo determinante a ridefinire l'identità e innalzare la qualità dei vini della regione. Radda in Chianti, con i suoi ripidi pendii, i suoli di galestro e le altitudini elevate, rappresenta l'epicentro di questa rivoluzione silenziosa che ha saputo guardare al futuro mantenendo un profondo rispetto per la tradizione.
Montevertine e Le Pergole Torte: la visione di Sergio Manetti
L'emblema di questa filosofia produttiva è senza dubbio Montevertine, tenuta situata sulle colline di Radda in Chianti, a circa 425 metri di altitudine. La storia di questa cantina iconica inizia nel 1967, quando Sergio Manetti, industriale milanese, acquistò la proprietà come casa di vacanza, piantando due ettari di vigna per produrre vino per consumo personale.
La svolta decisiva nella storia di Montevertine avvenne nel 1981, quando Manetti decise di uscire dal Consorzio del Chianti Classico, in aperto dissenso con un disciplinare che considerava limitante per l'espressione del Sangiovese.
Le Pergole Torte, prodotto per la prima volta nel 1977, è divenuto negli anni un'icona dell'enologia italiana. Questo Sangiovese in purezza è un manifesto filosofico che dimostra come questo vitigno non necessiti di alcun "supporto" da parte di altre varietà per esprimere complessità, eleganza e straordinaria capacità di invecchiamento. Questo vino segue un approccio minimalista e rispettoso della materia prima.

Dalla Stessa Regione